Tra poco si ricomincia e come ogni anno le speranze e le illusioni dei tifosi tornano a fiorire spontaneamente e disordinatamente come variopinte e numerose primule di campo. Anche quest'anno, a fine stagione, non ci siamo fatti mancare l'ennesimo colpo di scena che ha spiazzato un pò tutti creando inizialmente incertezze e malumori, poi in gran parte riassorbiti, per lasciare il posto a una moderata fiducia condizionata. Zamparini evidentemente ama i coups de theatre, la placida e tranquilla navigazione nelle acque del campionato non gli interessa, vuole far parlare di se, costi quel che costi. E' inutile ripercorrere i tanti eventi traumatici che hanno scosso ogni anno le fondamenta delle nostre labili sicurezze di appassionati, perchè ne abbiamo parlato tante volte, basta soltanto citare il fatto che il Palermo è forse l'unica squadra della A a non avere mai completato , nell'era Zamparini, due campionati di fila con lo stesso tecnico. E questo dice tutto. Ma non deve essere certo una pregiudiziale per la stagione che sta per incominciare, una stagione che è partita con i botti. Zenga ha già impresso un marchio al suo lavoro e ci ha fatto capire chiaramente che sotto la sua gestione non ci saranno mezze misure. Io sono ansioso di valutarlo pienamente come tecnico vedendo la squadra correre e lavorare sul campo. Infatti, al di la dei luoghi comuni nel bene e nel male, l'unico modo per capire se un tecnico funziona è quello di osservare la squadra muoversi in campo. Il resto sono solo chiacchere.
Il personaggio però mi piace e credo che possiamo definirlo senz'altro una mosca bianca nel maremagnum di trasformisti e di opportunisti che svolazzano nei cieli del nostro calcio.
Zenga è uno che non si nasconde, prende la realtà di petto e si assume le sue responsabilità e la boutade sulla scudetto, ovviamente, non deve essere presa alla lettera ma come il tentativo di dare una scossa, di smuovere le acque e di incendiare gli animi. I grandi risultati, oltre che sul piano tattico o tecnico, si ottengono anche con una feroce spinta motivazionale.
Zenga, in un mondo di gattopardi e di opportunisti, ha deciso di esporsi rischiando anche grosso e in questa fase, anche solo per questo, merita la nostra approvazione e il nostro consenso. Poi sarà come sempre il campo a dare il verdetto definitivo.
Ma provate a immaginare, tocchiamo ferro e quant'altro, un inizio difficile in coppa e in campionato per questo Palermo e pensate per un attimo alla quantità di sberleffi ironici e taglienti che caleranno come una mannaia sulla testa del tecnico. Zenga questo lo sa ma ha giocato lo stesso la sua partita con coraggio. Bravo Walter.
Dal punto di vista tecnico una prima considerazione positiva è quella che in questo mercato, per la prima volta, non è partito nessuno dei nostri pezzi pregiati: Miccoli, Cavani, Simplicio, Kjaer , Amelia, Balzaretti e compagnia bella sono ancora tutti lì e questa è una bella notizia perchè l'ossatura di questa squadra ha fatto bene lo scorso campionato. Però sulle incognite che gravavano sul rendimento dei rosa ancora non mi pare che possiamo essere del tutto soddisfatti. In primo luogo con la squalifica di Carrozzieri è assolutamente fondamentale prendere un centrale di sicuro affidamento e di esperienza, non ne possiamo fare assolutamente a meno se vogliamo veramente coltivare qualche ambizione. Il nome di Paletta non mi convince per via degli infortuni e della lunga inattività che ha condizionato il giocatore.
Già di miracolati da recuperare ne abbiamo uno, cioè Budan, e Santa Rosalia non può fare troppi straordinari visto che si deve concentrare sulle sorti di una città allo sbando che sta vivendo uno dei momenti più neri della sua storia.
A centrocampo direi che siamo messi discretamente: Bertolo e Pastore sembrano due giovani di sicuro talento che possono darci proprio quel quid che lo scorso anno ci è mancato. Migliaccio, Nocerino, Simplicio, Liverani e Giovanni Tedesco completano un reparto che mi sembra solido e ben assortito e se dovesse arrivare veramente Dzemaili, magari con il sacrificio di Bresciano che non convince del tutto da tempo, il centrocampo del Palermo sarebbe uno dei migliori d'Italia coniugando qualità e quantità. In avanti Succi sembra in partenza e, detto dell'incognita Budan, ci sono le grandi certezze di Miccoli e Cavani e le grandi speranze di Michelididize ed Hernandez . Basterà? Io credo che una prima punta in grado di attaccare i seidici metri con personalità e furbizia sia quello che ci è mancato lo scorso anno, e che continuerà a mancarci quest'anno, per completare il reparto. La situazione sembra in evoluzione per cui aspettiamo l'evolversi degli eventi.
Alla fine l'interrogativo principe che si pongono tutti i tifosi è lo stesso: quale sarà il ruolo del Palermo in questo prossimo campionato? Zamparini ha parlato di Champion's, Zenga provocatoriamente di scudetto, io credo che la realtà sia un pò diversa.
Il campionato italiano vede una prima fascia di squadre composta dall'Inter, la Juve, il Milan, la Roma e la Fiorentina, che sono sicuramente favorite per gli obbiettivi più importanti. Poi ci sono un gruppo di squadre di valore come Napoli, Genoa, Udinese, Lazio e Palermo che lotteranno per un posto in Uefa e magari per la Coppa Italia. La regola aurea del calcio però è la sua imprevedibilità perchè un annata può essere decisa da episodi favorevoli o contrari che ne cambiano completamente il destino e le prospettive.
Pensate per esempio al cammino del Palermo lo scorso anno. A mio avviso due sono stati i momenti chiave della stagione dal punto di vista emotivo. Il primo è stato il rigore parato da Amelia a Ronaldinho, perchè una sconfitta contro il Milan a quel punto della stagione ci avrebbe tarpato le ali , mentre quella grande vittoria ci diede fiducia ed entusiasmo, e l'altro fu , ebbene si, il clamoroso crollo nel derby casalingo perchè proprio quella durissima batosta ridiede al gruppo la carica e l'orgoglio per continuare a combattere fino alla fine.
Lo stesso discorso vale anche per le nostre avversarie: il Napoli sembrava destinato a mangiarsi il mondo e poi ha concluso mestamente nelle retrovie, e la stessa Fiorentina ha raccolto, grazie a una miriade di episodi favorevoli e a molta fortuna, ben più di ciò che avrebbe meritato.
In buona sostanza il guidizio sul nuovo Palermo non può essere ancora completo: da un lato prevale l'ottimismo perchè sembra che la squadra stia nascendo sotto buoni auspici, dall'altro i dubbi in alcuni ruoli importanti non possono essere ancora del tutto sciolti .
Staremo a vedere, tra poco si alza nuovamente il sipario su quella incredibile, complessa, e contraddittoria vicenda umana e sportiva che è il campionato italiano di calcio.
Buona visione a tutti.





